La forza delle Direzioni – Serata esperienziale

Giovedi 27 Settembre – Accoglienza ore 20.30 – Inizio Attività ore 21.oo

Osho Shunyata, Via Dolfin 12 – Milano

Informazioni https://www.facebook.com/events/240125183439995/?ref=br_rs

Equinozio d’Autunno

Sabato 22 Settembre – ore 20.30/23.30

Cigno Blu – Via Borghetto 21 – Pianengo (Cr)

Informazioni: https://www.facebook.com/events/2475341536025879/?ref=br_rs

Drum Healing – Il potere curativo del Tamburo

Martedi 14 Agosto – ore 15.00

Osho Miasto Festival

Info e iscrizioni: 0577 960124 oshomiasto@oshomiasto.it 

Informazioni: http://www.nirava.org/drum-healing-il-potere-curativo-del-tamburo/

DALLE RADICI AL CUORE

La società moderna è in continuo cambiamento: nuove culture, tecnologie, mode.

Il mondo cambia velocemente e l’essere umano si trova a dovere entrare in rapporto tra cultura sociale, cultura individuale, ritmi biologici ed immagine di sé. L’uomo, la donna devono sottostare ai ritmi, ai cambiamenti imposti dalla società (moda, cultura fisica,…), occorre essere estremamente funzionali, utili, belli,…. Ci si realizza se si raggiungono determinati obiettivi economici, estetici, di posizione sociale.

Tutto è in corsa….Se pensiamo che comunichiamo attraverso il nostro corpo, viene spontaneo chiederci: cosa comunichiamo? Ci si ricorda del proprio corpo, quando abbiamo dolori, patologie; quando stiamo bene, spesso lo si dimentica, lo si sfrutta,….Eppure attraverso il corpo, fin dal grembo materno, facciamo esperienze che lasciano tracce. Perché allora non trovare un modo per avvicinarci ad un linguaggio in parte perduto dal mondo adulto, e che ci riporta all’universalità, perché questo linguaggio tutti accomuna: il linguaggio del ritmo, del movimento, della danza, della musica.

Buona parte del mio cammino personale e professionale è stato ed è  andare a ri-scoprire il proprio corpo e i suoi ritmi, l’espressione attraverso il movimento di ciò che sta dentro di noi, della nostra creatività e delle nostre emozioni, ritrovare le proprie radici.

Noi esseri umani siamo come gli alberi; radicati al suolo con un’estremità, protesi verso il cielo con l’altra e tanto più possiamo protenderci quanto più forti sono le nostre radici terrene.

Se sradichiamo un albero, le foglie muoiono; se sradichiamo una persona, la sua spiritualità diventa un’astrazione senza vita.

Quando diciamo che qualcuno è radicato o che ha i piedi ben piantati per terra si intende dire che sa chi è, sa dov’è.  Ci riferiamo al suo legame con le realtà basilari della vita: il corpo, la sessualità, le persone con le quali è in relazione ecc. ecc..

Si è legati a queste realtà nella misura in cui lo si è alla terra.

Danzare dà alla persona una possibilità creativa di percezione del proprio corpo e dello spazio di relazione.

Potremmo definire la danza “benessere attraverso il movimento”, personale, libero, strutturato, insieme agli altri, insieme con se stessi ; ritrovare il movimento di parti del corpo e di tutto il corpo, dare la possibilità di ascoltare i ritmi che sono in noi: dai ritmi biologici (il battito cardiaco, la respirazione) ai ritmi emotivi, che esprimono i nostri sentimenti, la relazione con il mondo esterno diverso da noi. Il risveglio di tutto ciò permette alla persona di rendersi consapevole che il movimento è l’espressione della vita, racconta le esperienze, crea legami, ci accomuna l’un l’altro, crea il gruppo, la danza

“…. La Danza, infatti, è un’arte che trae origine dalla vita stessa, poichè non è altro che l’azione dell’insieme del corpo umano: ovvero trasposta in un mondo, in una sorta di ‘spazio-tempo’ che non è più esattamente lo stesso di quello della vita pratica.” (Paul Valery)…Perché quando arrivi all’essenza del tuo movimento, alle Radici, non hai più bisogno della musica, la musica sei Tu”.

 Quanto più ci si connette con le proprie radici quanto più siamo in grado di percepire, aprire, sentire il “Cuore”

Una delle qualità del Cuore è l’accoglienza. Attraverso il cuore si può accettare se stessi come si è. Si può sperimentare la bellezza dell’essere totali e umani, includendo anche quegli aspetti della propria natura che si vorrebbero ignorare o negare e che consideriamo erroneamente “negativi”.

 

Connettere le proprie “radici” al “cuore” ci consente sia di esplorare che accogliere tutte le nostre sfaccettature, partendo dalle radici umane (corpo,sensibilita’ emozionale,consapevolezza), e sviluppare una direzione verticale verso l’alto, passando per la capacita’ alchemico trasformativa del Cuore, e da li risvegliare le nostre capacita’ piu “elevate”,la nostra creativita‘, la nostra spiritualita’ sciamanica, proprio per rendere questo naturale processo di “unfolding- riapertura”, e di recupero della nostra naturale fluidita’ e conseguente evoluzione, il piu’ completo, sentito, e integrato possibile.

 

Tutto questo ci aiutera’ a renderci nuovamente conto di come il processo autoguaritivo e’ gia insito e attivo in ognuno di noi, e che e’ soltanto un passo all’ interno del piu ampio processo di naturale evoluzione e crescita che ognuno di noi sta percorrendo nella propria vita.

 

Attraverso questo approccio, potremo recuperare maggiore chiarezza su cio’ che veramente vogliamo vivere e come, recuperando anche una maggiore sensibilita’ per una visione di vita più concretamente e pienamente vissuta, in cui realizzare il nostro potenziale umano nel modo che veramente amiamo.

 

Andare a risvegliare la connessione con il proprio Cuore e le sue capacita’ e qualita’, ci aiuta a riconnettere le nostre parti più “umane ” a quelle più “alte”, e ad aiutarle a completarsi e crescersi vicendevolmente. Lo spazio del Cuore ,quindi , ritorna ad essere il Ponte , per la realizzazione di una coscienza integrata e fluida.E contemporaneamente procede verso lo scioglimento di blocchi e condizionamenti…e si ritrova  una concreta armonia interiore.

 

Quando apriamo il nostro cuore l’accettazione accade naturalmente e abbiamo così la capacità di guardarci dentro senza giudizio.

 

Guardare, sentire, ascoltare, relazionarsi con gli occhi del cuore ci consente di far emergere anche le nostre qualità, i nostri talenti.

 

 

ALLA SCOPERTA DEL PROPRIO POTERE

Dagli anni Settanta del secolo scorso – da Castaneda in poi – ci si è accorti che le vere radici della nostra visione del mondo  non sono solo nella cosidetta “realtà razionale”, ma soprattutto  nel mondo magico  delle nostre origini.

Lo sciamanesimo – ovvero  l’insieme delle pratiche ancestrali per entrare in relazione con la realtà spirituale ed energetica della natura  – si è rivelato un campo  di sperimentazione  fecondo quanto  l’esplorazione  delle vie di conoscenza orientali.

Nel mondo  sviluppato o meglio ricco  e tecnologico occidentale, ci siamo accorti di nuovo  che anche qui abbiamo radici nella Terra e che le avevamo dimenticate.

Che non c’è bisogno di andare sull’Himalaya  o sulle coste dell’Oceano Indiano  per trovare vecchi saggi capaci di illuminarci ma che è venuto il momento  di cercare in casa propria: nella vecchia Europa, dove purtroppo la storia ha bruciato  e nascosto le vecchie conoscenze

In questo occidente desacralizzato, dove tutto il sacro è stato via via incamerato da una Chiesa e meccanizzato, dove non usiamo quasi più i sensi fisici, né seguiamo le pulsioni naturali , soppiantati dalle macchine, abbiamo  dovuto andare “A scuola dallo stregone”, dagli indigeni, per riscoprire la “realtà non ordinaria”. O meglio per vedere noi stessi di nuovo  nello specchio dei popoli  nativi e scoprire che ci  eravamo separati dal mondo reale.

Oggi grazie alla scienza olistica sappiamo che  i nativi sono i popoli  più moderni del mondo. Quelle che chiamiamo culture “sciamaniche” sanno, ancora oggi,  che tutto è collegato in reti interconnesse di materia-energia.

Sanno da sempre che ogni cosa è Medicina  nel senso di “potere curativo”.

Sanno da sempre che  tutto ciò di cui abbiamo bisogno  è dentro di noi, nel nostro respiro, nel nostro corpo, nel battito del cuore,  in ogni filo d’erba e in ogni  alito di vento e in ogni atto con cui entriamo in comunicazione con l’esterno.

Ora lo stiamo riscoprendo; per noi occidentali è necessario  proprio come avvenne per Castaneda, passare dalla Trance (significa appunto passaggio) per cercare i frammenti di anima perduti. Anzi è proprio la Trance  l’anima stessa, se per anima si intende il fluido spirituale che anima il corpo.

Questa avventura dell’anima che ritrova se stessa nel mondo è un’opera di ecologia totale. Ci fa vedere i veri legami  fra le cose. Trasforma la nostra vita guarendoci dall’illusione della separatezza, ci fa uscire da un ordine fittizio e artificioso per entrare in quello che si potrebbe definire caos, ma è la realtà vera, quella in cui siamo davvero, quella del corpo e della sua saggezza, che scorre oltre le dighe dei nostri  pensieri.

Per ciascuno di noi rientrare in questo flusso  è appunto  la via più diretta per stare bene e ritrovare il contatto diretto, semplice, essenziale, magico con la natura e con noi stessi, che è la stessa cosa espressa con altre parole.

Ma noi che viviamo in città, che abbiamo delle idee sul mondo, che  pensiamo “ho un corpo” invece di “sentirci” corpo, noi abbiamo bisogno di tecniche per disfarci di queste gabbie mentali e fisiche.

Sono tecniche paradossali: il Non-fare, il “Fermare il mondo” di Castaneda ne è la capostipite.

Dal non fare scaturisce il vedere, vedere non con  gli occhi fisici ma con altri organi, quelli dell’intero  corpo bio psico spirituale che va ben oltre l’aggregato  fisico rilevabile dai sensi.

E’ essere liberi, fluidi, imprevedibili  come insegnava Don Juan  all’antropologo aspirante  stregone

E’ la via  odierna degli Energizzatori: uscire dagli  schemi prefissati e riportare in vita le antiche pratiche in forme adatte al nostro stile di vita, per farci incontrare quello che siamo già, quello che sappiamo già

Lo fanno con la Trance Dance, il Recupero dell’Anima, il Viaggio Sciamanico.

Le pratiche sacre e terapeutiche degli sciamani  possono essere vissute in forma nuova anche nella nostra società  attuale, che ha le stesse esigenze di fondo perché la natura essenziale dell’essere umano è sempre la stessa.

Un’esperienza basilare è quella del contatto  profondo con la natura e la sua forza salutare.

Qualsiasi  terapia troppo  spesso si rivela parziale e fallace se non investe l’intero ambito  dell’esistenza umana, comprese le dimensioni spirituali  e le relazioni con la natura.

L’altra esigenza è quella di ritrovare il proprio centro  e di ricreare il cerchio della comunità con la ritualità e la celebrazione.

Non c’è cerchio  senza centro  e viceversa

Questa è la dimensione sacra: avere coscienza del fatto che  siamo parte di un Tutto unico più vasto dell’ego che ci serve ma nel  quale rischiamo di finire incapsulati.

Le esperienze proposte dagli Energizzatori sono profonde , intense da sentire e vivere con tutti  i sensi  e le facoltà percettive fisiche e  sottili.

Sono tecniche semplici da apprendere e proprio per questo  di una profondità stupefacente.

Quello che avviene è che ci  si sente improvvisamente  di nuovo a casa, nel proprio corpo.

Ci si sente tutti spirito e tutti corpo contemporaneamente, come è in effetti in realtà.

Ci si sente oltre le divisioni, tutti uniti  con se stessi e con tutto ciò che ci circonda, coscienti che si è individui al 100% quando si è nel Tutto al 100% e viceversa: si sente che si è completamente nel Tutto quando si è completamente  con se stessi.

Si lasciano da parte le separazioni, proprio come quando  non ci serve più l’automobile per spostarsi e la si lascia fuori casa

Le separazioni  illusorie ci servono  solo a esplorare questo mondo materiale, questo magnifico e stupendo  mondo colorato e sonoro, nel quale possiamo godere della nostra mente, del nostro corpo, e del nostro amore: ma proprio quando viviamo  queste esperienze appieno, sull’orma dello sciamano  siamo oltre la limitazione stessa.

La viviamo come un mezzo  per reintegrarci nell’intero, come un gioco che ci insegna a diventare adulti e  a realizzare la nostra natura completa e infinita.

A quel punto si dissolvono i problemi

Diventiamo sciamani di noi stessi.

Come da semi che si disfano  per lasciare nascere la pianta, dai problemi , dai traumi, dalle paure che si separavano dal mondo  sbocciano le nostre realizzazioni

Gli Sciamani e la Trance

Danza… un dialogo con l’esistenza

Attraverso la danza tutte le forze represse o le emozioni cercano di manifestarsi nello spazio grazie a un ritmo, che potremmo definire come ritmo organizzatore, in cui le sensazioni, il movimento e lo spazio  e il tempo non sono più inscindibili  l’uno dall’altro, ma vanno a costituire il contenuto di un unico messaggio.

La danza esprime il pulsare della vita; permette di superare la dimensione umana e si avvicina al sacro.

Il significato comune a ogni danza primitiva è quello dell’incontro  con il divino.

La vita è parte di un grande processo ritmico di creazione e distruzione, di morte e rinascita, e la danza simboleggia questo ritmo alterno che continua eternamente in cicli infiniti…. simboleggia l’unione di tutti gli elementi.

Per il primitivo la danza rappresenta il mezzo più naturale per armonizzarsi con le forze del cosmo e con il proprio corpo, ne mima i suoni e i movimenti.

Tra uomo e natura vi è una unità indissolubile che l’uomo esprime ritrovando e ricreando gesti e movimenti che sono  vicini a un elemento  naturale.

Il corpo attraverso  il movimento supera la fisicità  individuale e si inserisce in un movimento  più ampio che interessa il collettivo, la natura, la divinità, il cosmo.

Pertanto il rito e la danza sacra sono un modo di fondersi  in un unico corpo con l’universale.

Il punto culminante di tutte le danze sta nella convinzione  che l’uomo per nascere nello spirito deve rinascere una seconda volta: deve morire a un’identità  ormai vecchia e superata per lasciare spazio al suo essere più profondo, la sua essenza.

A ogni funzione spirituale  corrisponde una funzione del corpo e a ogni manifestazione del corpo  corrisponde un atto spirituale.

Il corpo è portatore di simboli, di proiezioni, di fantasmi personali e luogo di archetipi: attraverso la danza ritrova il corpo originario, un corpo antico che vuole esprimersi.

Ogni individuo attraverso il movimento può rivivere la storia che è insita in lui; o una storia personale o una storia che può darsi gli sia  sconosciuta ma che comunque  gli appartiene perchè fa parte del patrimonio collettivo.

Nella danza della vita sembra tornare al suo potente e vibrante ritmo iniziale, si ritrova il piacere primitivo del movimento vitale.

L’individuo che danza entra in uno stato di coscienza particolare: si immerge in un mondo in cui egli stesso  diventa forza della natura e permette a questa di penetrarlo e vivificarlo.

La danza sciamanica o danza in trance(Trance Dance) diventa lo spazio aperto attraverso cui lo spirito celebra l’esistenza dentro di noi. 

E’ un antichissimo rituale di  guarigione, praticato dagli sciamani, che non appartiene ad una specifica cultura, ma esiste in forme diverse in moltissime parti del mondo da oltre 40.000 anni.

Gli sciamani, per rendere le persone in grado di relazionarsi con la totalità della natura e dell’universo esplorando dimensioni esistenti al di là di quella fisica, hanno usato e usano la Trance Dance come pratica di guarigione, di trasformazione, di purificazione.

In questo modo noi alteriamo la nostra coscienza ed entriamo in una nuova realtà, quella che si può chiamare il “mondo dello spirito”, oltre il tempo e lo spazio, dove tutto è possibile.

Attraverso antichi schemi di respirazione, movimento e ritmo che hanno un’azione diretta sul cervello, i danzatori cominciano a “vedere” con tutti i sensi.

Immagini di altre epoche e altre forme si rivelano e la coscienza dei danzatori viene riempita dal mondo magico dello Spirito.

Mentre il corpo danza l’anima viaggia tra i ricordi, senza curarsi dei limiti di questa vita, senza curarsi dei limiti  di tempo e spazio,

Lo spirito ritorna “a casa” nel corpo, dentro di noi.

Una tremenda energia si risveglia, avviene una guarigione spontanea, si possono sperimentare visioni di animali, guide spirituali, natura.

Il corpo è colmo della totale  esistenza, pieno di amore, energia, passione, vitalità.

La Trance Dance ci porta inevitabilmente alla passione e all’amore: due componenti essenziali della spiritualità.

La passione è intesa in tutte le sue manifestazioni, non semplicemente quella sessuale, ma anche  quella per la vita attraverso la connessione con la “Madre Terra”.

Quando lo spirito entra in noi, il nostro corpo si muove senza vergogna con passione orgasmica.

Iniziamo l’esperienza della “guarigione totale” mentre respiriamo e ci muoviamodal profondo del nostro cuore.

In questa “danza della vita”  ci viene rivelato più di quanto si possa immaginare.

Una volta entrati nella danza si trascende la dicotomia  dell’esistenza umana e si viene  a contatto con stati di coscienza al di là di spazio e tempo , che rivelano immagini di esperienze che dimostrano che siamo più di un corpo fisico.

La danza in sè è più antica dell’umanità; lo si può notare nel comportamento  di alcune specie animali, come ad esempio le scimmie.

Ha radici  nel cuore del nostro essere: nell’estasi della danza noi uniamo questo con l’altro mondo…. pieno di dei e dee, spiriti animali, immagini della natura e la nostra immortalità.

 

 

 

 

 

 

RITI DI PASSAGGIO: Il cerchio della vita

Riti di Passaggio – Il Cerchio della Vita

 

I riti di Passaggio esistono nella nostra vita indipendentemente dal fatto che ci si creda oppure no. Sono passaggi inevitabili  dell’esistenza ai quali nessuno di noi può sottrarsi.

Possiamo attraversarli  in maniera consapevole oppure no. Subirne l’influsso come vittime nella vita oppure viverli consciamente come un dono e come una parte essenziale della nostra evoluzione fisica, emotiva, mentale e spirituale di Esseri Umani.

Riconoscere i riti di passaggio è essenziale allo nostra evoluzione e integrità come Esseri Umani.

I riti di passaggio fanno riferimento  alla nostra integrità e alla perdita di anima durante gli inevitabili passaggi  della vita.

I riti di passaggio  raffigurano la vita sotto forma di un cerchio  lungo la cui circonferenza si trovano le tappe del viaggio dell’eroe.

Ognuna di queste tappe del viaggio corrisponde  a precisi momenti  in cui sono realizzati dei cambiamenti  globali nell’essere umano.

Il modello del cerchio rappresenta  un percorso che non ha mai né inizio né fine.

Ad ogni passaggio corrisponde  un cambiamento fisico, emotivo, e della coscienza.

Scopo finale di tutti i riti di passaggio  o di iniziazione alla vita umana è:

  • Imparare a guarire il passato e tutti i rimpianti
  • Non aver paura del futuro
  • Focalizzarsi sull’essere totalmente  consapevoli  in ogni momento

Non ci sono risposte al di fuori di noi: noi conteniamo le risposte perché siamo connessi a tutte le verità

 

I passaggi

  • Nascita: il ciclo della nascita comincia con il concepimento e continua per cinque anni. La Madre è la sacra insegnante di questo ciclo.
  • Infanzia: sia che siate stati feriti o benedetti nel primo ciclo della vita, crescete comunque fino all’infanzia e dovete incontrare vostro padre nelle vesti di vostro insegnante sacro
  • Pubertà: teen age time  11/12 anni – La pubertà è il momento in cui germogliano i semi psichici piantati nel ciclo della nascita e dell’infanzia
  • Iniziazione alla sessualità – questo rito di passaggio  è sicuramente uno dei più delicati sia per i maschi che per le femmine. I modelli che abbiamo  a disposizione sono confusi e contradditori e pieni di ambiguità
  • Separazione dal femminile (17/24) – il neoadolescente si trova proiettato in un mondo in cui non ha un ruolo. Momento estremamente doloroso nella vita di ognuno, segna a volte un taglio doloroso
  • Alleanza con il maschile (27/30) Quando attraversiamo questo passaggio pensiamo in termini di “io” anziché di “noi”. Quello che succede è che sei  molto focalizzato  su di te, sulla tua realizzazione, sull’ottenimento del successo. In questa fase hai a che fare con un sacco di illusioni
  • Realizzazione del tradimento (35/38) – Un passaggio che riguarda la scoperta che molte o parte delle credenze sulle quali poggiava il nostro sistema di vita crollano a causa di una serie di eventi o semplicemente come conseguenza di una chiamata verso un nuovo cambiamento.
  • Mezza nascita (40/42) – viviamo la dissoluzione generale del nostro ego precedente come una vera e propria disintossicazione dagli schemi che ci avevano soffocato fino al passaggio precedente
  • Riconessione con il femminile (44/48) incominciamo a sperimentare chiamate differenti e i passaggi diventano meno traumatici e più metafisici
  • Iniziazione alla verità (50) e’ la porta verso nuove realtà. Il corpo diventa più lento e diventa importante spostarsi ad un nuovo livello di coscienza.  Ci si sposta dalla forma delle cose verso la loro essenza. Ci avviciniamo a connessioni spirituali più profonde
  • Riconoscimento: perdonare i peccati del Sole e della Luna (60) – passaggio che ha a che fare con il perdono – sii e ricevi – permetti agli altri di essere come sono – il perdono è uno stato di consapevolezza.
  • Anzianità/Saggezza spirituale (70/80) Siamo giunti al momento in cui abbiamo l’opportunità di essere qualcosa di più di semplici umani. Siamo arrivati al compimento dell’intero ciclo della vita
  • Morte La comprensione rispetto alla morte è che non c’è morte. Difatti cambi forma ma tu continui e la natura ce lo insegna

Ognuno di questi tredici passaggi si evolve attraverso  un processo circolare:

  • Separazione
  • iniziazione
  • ritorno

Ad ogni passaggio corrisponde  una trasformazione fisica, emotiva e della coscienza.

La mappa per l`esperienza di trasformazione consiste nell` essere presenti nella propria vita – essere responsabili per la propria vita – essere consapevoli consciamente della propria vita – accettare che la trasformazione è continua nella propria vita.

Scontento, paura del peggioramento, dubbio, illusione temporanea di star bene portano al cambiamento che significa essere alla ricerca di qualcuno o qualcosa che ci salvi, essere bloccati in forme pensiero, sistemi di credenze, punti di vista, subire la vita

Il vero senso dei Riti di Passaggio è che noi siamo degli eroi chiamati a viaggiare lungo il cerchio della vita.

Siamo chiamati ogni giorno a compiere delle scelte, queste scelte determinano chi siamo  e quello che possiamo diventare.

Il significato finale o globale del nostro percorso  non è sempre chiaro o immediatamente intuibile a  tutti.

Accettare la chiamata per il nostro destino non è sempre semplice o comodo.  A volte è difficile, comporta lo sfidare i propri fantasmi e le proprie paure.

 

IL VIAGGIO

In verità noi non cessiamo mai di viaggiare, ma abbiamo degli eventi che marcano le tappe quando quello che accade è il risultato della nuova realtà che abbiamo incontrato. E ogni volta che ci rimettiamo  in viaggio, lo facciamo a un nuovo livello e torniamo con un nuovo tesoro e capacità trasformative.

Quando riteniamo che il nostro viaggio non sia importante e tralasciamo di confrontarci col nostro drago e di cercare il nostro tesoro ci  sentiamo internamente vuoti e lasciamo un vuoto che nuoce a tutti.

Molti di noi tentano di vivere alla grande accumulando  beni materiali  o prestigio o esperienze, ma raramente la cosa funziona.  Possiamo avere una vita grande solo se siamo pronti a diventare grandi noi stessi  e a superare, durante il processo, l’idea dell’ impotenza assumendoci  la responsabilità  della nostra esistenza.

C’è una profonda mancanza di rispetto  per gli essere umani  nel mondo in cui viviamo. L’ economia ci stimola  a pensare a noi stessi  in termini di capitale umano. La pubblicità fa leva sulle nostre paure e insicurezze per indurci ad acquistare prodotti di cui  non abbiamo bisogno . Troppe istituzioni religiose predicano agli individui di essere buoni  invece di aiutarli  a capire chi sono.

Troppi psicologi  vedono il proprio lavoro  come un aiutare la persona ad adattarsi a ciò che è  anziché  come uno stimolo per farle intraprendere il suo viaggio e scoprire ciò che potrebbe essere. Troppe istituzioni  educative fanno degli individui semplici rotelline della macchina economica anziché guidarli  a essere pienamente umani.

Sostanzialmente veniamo considerati  come prodotti o beni di consumo  da vendersi al miglior offerente o da migliorare in modo che alla fine crescano di valore.

Le persone hanno sempre minore stima di se stessi. Troppi di noi cercano di riempire il proprio vuoto  col cibo, l’alcool, la droga o una attività frenetica ed ossessiva.  Il tanto lamentato ritmo della vita moderna non è inevitabile – è soltanto  una copertura del vuoto  di quella vita.  Se ci teniamo in movimento  creiamo l’illusione di un significato.

Sottilmente ma non tanto la costante pressione ad adeguarci a modelli preesistenti ci scoraggia dal cercare il nostro “Graal” e scoprire la nostra unicità.

E naturalmente quando uno si sforza di adeguarsi anziché di trovare se stesso è improbabile che possa mai scoprire e mettere a disposizione degli altri le sue insostituibili  doti.

Invece di scoprire chi è si preoccupa di essere abbastanza attraente, abbastanza elegante, abbastanza retto, sano, efficiente sul lavoro o abbastanza riuscito nella vita.

Anziché guardarsi  dentro si rivolgerà agli altri  per sapere se è stato  abbastanza all’ altezza  in un senso o nell’ altro . Quanti di noi aspirano al viso e al corpo perfetto  della star del cinema, all’ intelligenza del Premio Nobel, alla bontà o alla saggezza del grande essere illuminato, al successo finanziario del magnate dell’ industria? Non sorprende che tanti di noi trascorrano  la vita alternativamente lottando o flagellandosi  per la propria incapacità ad adeguarsi.

Fintanto che andremo avanti così non ci troveremo mai.

Sapere che sei un eroe significa sapere che non sei sbagliato . Hai il corpo giusto, la mente giusta, gli istinti giusti. Il punto non è diventare qualcun altro, ma scoprire quale è il tuo fine.

Significa porre a te stesso alcune domande:

  • Chi scelgo di essere?
  • Che cosa voglio fare?
  • Voglio vivere la mia vita o quella di qualcun altro?
  • Voglio andare incontro al mio destino o seguire quello di qualcun altro?
  • Cosa è importante per me?

Perfino i problemi e le patologie possono essere visti come inviti del “Divino”  a un precedentemente rifiutato o evitato stadio del viaggio.

Per cui ci si potrebbe anche domandare:

  • Che cosa devo imparare attraverso questo problema o questa malattia ?
  • Cosa la vita mi sta facendo vedere?

Quando troviamo noi stessi, ogni cosa sembra andare al suo posto. Riusciamo a vedere la nostra bellezza, la nostra intelligenza, la nostra natura interiore.

Nel nostro viaggio veniamo tutti sostenuti da guide interiori o archetipi ciascuno dei quali rappresenta un particolare modo di essere in viaggio.

Le guide interiori sono archetipi  che ci accompagnano dagli albori della storia umana. Li vediamo riflessi  nelle immagini ricorrenti  del mito, dell’arte, della letteratura e della religione, e sappiamo che sono archetipi  perché li si trova dovunque, in ogni tempo e luogo.

Poiché le guide sono in realtà archetipi e di conseguenza risiedono  sotto forma di energia  all’ interno della vita psichica inconscia di tutti i popoli di ogni parte del mondo , esse esistono tanto dentro che fuori dello spirito umano individuale.

Vivono in noi e noi viviamo in essi. Possiamo trovarli rivolgendo  l’attenzione all’ interno (ai nostri sogni, fantasie e spesso anche azioni) o dirigendoci verso l ‘esterno  (verso il mito, l’arte, la letteratura, la religione e come spesso hanno fatto le culture pagane, verso le costellazioni  celesti e gli animali).

La ruota di medicina

Per i Nativi americani ogni individuo che nasce, viene spinto da un soffio di vento delle quattro direzioni principali Nord, Sud, Est, Ovest, a seconda di quale vento sia predominante nel momento della nascita di tale bambino.
Ogni vento ha delle particolari peculiarità a seconda della provenienza, e della sua rappresentazione.
Il NORD è associato al colore bianco, è il colore della purezza, è il colore dell’equilibrio, ma è anche il non-colore che assorbe tutti gli altri. E’ la trasparenza: infatti è associato all’elemento Aria.
E’ associato ai pensieri e all’anima di tutti gli esseri viventi.
L’Aria rappresenta anche la comunicazione, poiché riesce a sfiorare tutto e portare piccole parti di essenza di tutte le cose, e quindi immerge questo microcosmo dei viventi nel macrocosmo degli elementi divini. Ciò vuol significare ricevere con la mente.

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I Mandala

I mandala sono dei particolari disegni di origine tibetana che vengono utilizzati per praticare la meditazione. Sebbene la simbologia di ciascun mandala sia ricca e molto complessa, il significato alla base è il medesimo, ossia quello di mettere in relazione il centro con la periferia. Ognuno di noi vive abitualmente nello strato superficiale delle cose, con la conseguente perdita di vista del nostro centro.  Creare un mandala permette dunque di recuperare la coscienza del nostro centro. Ogni mandala, grazie alla presenza di colori, forme, simboli e lettere, rappresenta particolari energie. Queste sono presenti nel mandala, che può dunque mettere in contatto chi lo osserva con le energie che rappresenta. Un mandala rappresenta così l’immagine di una vibrazione, la cui dinamica si esprime nella trasformazione operata sulla coscienza e sull’energia dello spazio. Rappresenta in questo modo il rapporto fra spazio e il tempo.

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